Libri e territorio

Civiltà Appennino

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22 Novembre 2020
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Recensito da: Andrea Giorgi

Sede Operativa di Treia 22 novembre 2020

Questo agile saggio di Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo più aiutarci ad aggiornare questo modello, troppo limitato e limitante, invitandoci a spostare lo sguardo dalla dimensione orizzontale a quella verticale (donde il sottotitolo), per porre il nostro punto di fuga sulla catena appenninica, vera e propria spina dorsale dell’Italia geografica e culturale. Tale suggerimento è senz’altro da accogliere, considerando che con i suoi quasi 1500 chilometri di lunghezza gli Appennini attraversano più dei due terzi delle regioni italiane, andando dagli scenari prealpini della Liguria occidentale a quelli oramai tipicamente mediterranei dell’estrema Calabria e addirittura della Sicilia nord-orientale. Questa notevole estensione rende gli Appennini un elemento separatore – seppur sempre permeabile – tra i due versanti, adriatico e tirrenico, dando luogo a tutta una serie di fenomeni culturali, storici e sociali sia remoti che contemporanei. Ampliando però lo sguardo oltre la terraferma e ricollocando l’Italia nella sua posizione storica ed effettiva di baricentro euro-mediterraneo (o di “medio occidente” come la definisce Lupo), possiamo constatare per la dorsale appenninica anche il ruolo di cerniera tra due mondi lontani ma comunque interagenti: il mondo orientale, arcaico e ribollente, e quello occidentale-atlantico, moderno e confortevole – ma anche questo modello semplificato di blocchi contrapposti risulta del tutto inadeguato per descrivere la complessità attuale. Leggi tutto

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